Terapie Manuali

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Il massaggio è stato usato nella pratica medica in ogni parte del mondo per diverse migliaia di anni. Il massaggio è stato il primo strumento per trattare il dolore. Ippocrate definì la medicina come l’arte del massaggio. L’essenza del massaggio consiste nell’uso delle mani per applicare forze meccaniche ai muscoli scheletrici e alla pelle, anche se l’obiettivo possono essere i tessuti più superficiali o quelli più profondi. I diversi tipi di massaggio sono caratterizzati da delle basi comuni, che sono l’effleurage o sfioramento, il pètrissage (i tessuti sono compressi tra le mani o tra le dita ed il pollice), il tapotement (la pelle o i muscoli sono impattati con colpi compressivi ripetitivi) ed il massaggio trasversale profondo. Esistono diverse tecniche di massaggio ed ognuna rappresenta un approccio al trattamento degli apparati del corpo umano, che sono tutte accomunate dal concetto del contatto del fisioterapista con il paziente.

Il drenaggio linfatico manuale è una speciale tecnica di messaggio, che riduce il gonfiore causato dal linfedema.
L’obiettivo del massaggio è di mobilizzare il liquido dall’area del gonfiore in un’area dove il sistema linfatico funziona normalmente. Per far ciò un fisioterapista specializzato massaggerà prima l’area dove desidera far arrivare il fluido per essere drenato. Difatti a un occhio inesperto potrebbe sembrare strano ricevere il massaggio al petto o al collo se il suo linfedema è nel braccio. Ma proprio questo permette al fluido presente di essere drenato, quando in un secondo momento verrà massaggiato il braccio.

Il drenaggio linfatico manuale ha effetti profondi sulla salute e può aumentare il volume del flusso linfatico fino a 20 volte, aumentando enormemente l’abilità del corpo umano di rimuovere tossine e prodotti di scarto e quindi velocizza il processo di guarigione e i tempi di recupero riducendo l’infiammazione, il dolore e la formazione di adesioni e tessuto cicatriziale. Esistono diverse tecniche di drenaggio linfatico manuale, come la Vodder, Leduc, Foldi e la Castle-Smith.
Il drenaggio linfatico è indicato in queste circostanze:
• Ridurre il gonfiore ed aiutare il reintegro dell’omeostasi dopo lo stress associato a qualunque tipo di infortunio
• Prevenire e minimizzare le aderenze e la formazione del tessuto cicatriziale
• Trattamento dell’emicrania
• Trattamento della cefalea muscolo-tensiva
• Trattamento del linfedema primario
• Trattamento del linfedema secondario: il trattamento chirurgico del cancro è la causa più comune di linfedema secondario. La rimozione dei linfonodi, la mastectomia o altri interventi chirurgici, la radioterapia, le aderenze e le cicatrizzazioni e la chemioterapia possono alterare il flusso linfatico. Per questi pazienti il drenaggio linfatico manuale viene eseguito insieme a una terapia decongestionante completa. Il trattamento comprende quattro elementi: drenaggio linfatico manuale, bendaggio compressivo, esercizi terapeutici e cura della pelle
• Smaltimento delle tossine accumulatesi nella matrice extracellulare
• Nel periodo pre-operatorio di un intervento di chirurgia plastica
• Nel periodo post-operatorio di un intervento di chirurgia plastica
• Trattamento delle vene varicose
• Insufficienza venosa cronica

Per mobilizzazione passiva si intende la mobilizzazione di una o più articolazioni senza il reclutamento attivo del muscolo. Il fisioterapista, applicando le proprie competenze e conoscenze anatomiche e fisiologiche, può praticarla manualmente oppure eseguirla tramite macchinari terapeutici in maniera automatizzata.
I principali effetti che la mobilizzazione passiva produce sono quello di stimolare le cellule perisinoviali che secernono la sinovia, rilasciare parzialmente i muscoli, elasticizzare alcuni tessuti soprattutto di tipo connettivo (le cicatrici, i tendini) e migliorare l’irrorazione della cartilagine da parte del liquido sinoviale.
Con la mobilizzazione passiva il professionista ricerca a livello palliativo di dare sollievo dal dolore e a livello funzionale di raggiungere un ROM (range of movement; arco di movimento) adeguato all’obiettivo funzionale prefissato.
Nella maggior parte dei casi si utilizza quando il movimento di un articolazione è limitato, per esempio a causa di un intervento chirurgico, di una grave infiammazione o spasmo muscolare (torcicollo).
 Nella fase post-operatoria di trapianto del crociato anteriore, la mobilizzazione passiva precoce ha ridotto la percentuale di complicanze come rigidità o gravi ipotrofie muscolari, inoltre ha favorito la fissazione del neo-legamento. Nei pazienti allettati a causa di patologie gravi, serve per mantenere l’escursione articolare, oltre a prevenire aderenze e retrazioni.

L’osteopatia (“osteon” -osso, e “pathia” -malattia, sofferenza) viene definita come una medicina complementare volta al ripristino dello stato e dell’equilibrio generale del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere, attraverso specifiche tecniche di manipolazione.
L’osteopatia si basa sul presupposto che il sistema nervoso vegetativo svolga costantemente una autonoma azione di controllo dell’omeostasi corporea a tutti i livelli e che tale attività sia manifesta somaticamente.
Essa ricerca l’equilibrio funzionale globale, pertanto si ritiene che la salute vada ricercata in un’armoniosa integrazione di corpo e mente.
L’osteopatia si occupa principalmente dei problemi strutturali e meccanici di tipo muscolo-scheletrico a cui possono però associarsi delle alterazioni funzionali degli organi e visceri e del sistema cranio sacrale. Poiché in osteopatia si ha una visione olistica del corpo umano, è valida anche l’idea contraria: un problema funzionale organico-viscerale può provocare dei dolori di tipo muscolo-scheletrico.
L’osteopatia, grazie proprio ai principi su cui si basa, interviene su persone di tutte le età, dal neonato, all’anziano, alla donna in gravidanza.
Si rivela efficace in diversi disturbi che spesso affliggono l’individuo impedendogli di poter condurre una vita serena, disturbi come: cervicalgie, lombalgie, sciatalgie, artrosi, discopatie, cefalee, dolori articolari e muscolari da traumi, alterazioni dell’equilibrio, nevralgie, stanchezza cronica, affezioni congestizie come otiti, sinusiti, disturbi ginecologici e digestivi.

BENDAGGI FUNZIONALI
Il bendaggio funzionale è uno strumento riabilitativo che, attraverso l’uso di bende adesive estensive e non, permette il sostegno delle strutture legamentose vicino alle articolazioni e di quelle muscolo-tendinee. Con l’applicazione del cerotto sulla cute si ottiene un generale effetto stabilizzante attivo. Un’articolazione viene infatti messa in scarico e protetta, soltanto nella direzione di movimento dolorosa o patologica.

I bendaggi funzionali vengono utilizzati per:
– la prevenzione di traumi distorsivi durante la pratica sportiva
– il trattamento delle lesioni capsulo-legamentose e/o muscolo tendinee acute minori, delle patologie microtraumatiche croniche, della sindrome da ipertensione rotulea, di condizioni infiammatorie e degenerative articolari e periarticolari, dei postumi traumatici
– la riabilitazione, per favorire un recupero precoce del range of motion (ROM), ovvero il range di movimento.

KINESIOTAPING

Il Kinesiotaping è un bendaggio adesivo elastico con effetto terapeutico bio-meccanico. La tecnica che prevede la sua applicazione è basata sul processo di guarigione naturale del corpo attraverso l’attivazione dei sistemi circolatori e neurologici. Gli obiettivi terapeutici:
1. Correggere la funzione muscolare. Il Kinesiology tape è efficace nel ripristinare la giusta tensione muscolare: facilita la normalizzazione della funzione muscolare nell’ambito funzionale/posturale
2. Aumentare la circolazione del sangue/linfa. L’applicazione del Kinesiology tape provoca delle convoluzioni
sulla pelle che sollevandosi favoriscono il drenaggio linfatico.
3. Ridurre il dolore.  L’attenuazione neurologica del dolore avviene per riduzione della pressione e dell’irritazione sui recettori cutanei, grazie ad un riequilibrio della attività linfatica.
4. Assistenza nella correzione di allineamento dell’articolazione. La dislocazione di un’articolazione, dovuta alla tensione muscolare anormale, può essere corretta dal Kinesiology tape tramite il recupero della funzione e conseguentemente del corretto utilizzo della fascia.

Il Kinesiology tape riduce il dolore e facilita il drenaggio linfatico tramite il sollevamento della pelle. La superficie corporea coperta dal Kinesiology tape forma delle convoluzioni sulla pelle aumentando lo spazio interstiziale. Appena il corpo si muove, il tape funzionerà come una pompa, stimolando continuamente la circolazione linfatica nella funzione di drenaggio, ottenendo anche un’attenuazione dell’irritazione sui recettori del dolore della pelle. Le applicazioni possono aiutare a ridurre l’infiammazione, il dolore, la fatica e il dolore muscolare, aumentare il ROM, correggere la postura, ridurre la possibilità di infortuni.
Il Kinesiology tape ha avuto negli anni un continuo aggiornamento basato sull’esperienza clinica e sulla ricerca di istruttori certificati in tutto il mondo. Viene usato in molteplici aree della fisioterapia e della riabilitazione come supporto ad altre tecniche migliorandone effetti e risultati.

Indicazioni. Trattamento di danni muscolari da sport, trattamento dell’edema e gestione del dolore, infiammazioni e rigidità articolari, affaticamento muscolare, supporto della correzione dell’atteggiamento posturale attraverso la facilitazione o l’ inibizione della contrazione muscolare di specifici gruppi muscolari, postumi di traumi.

  • Cyriax
  • Kalternborn
  • Maitland
  • Mulligans